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13 giugno 2008

Ancora si parla di nucleare

A volte mi chiedo come abbiamo fatto per arrivare ad avere i politici di oggi che ancora sponsorizzano le centrali nucleari!
A volte mi chiedo quali interessi si nascondano dietro a questi impianti ... sicuramente sono poche le società in grado di realizzare complessi edilizi e tecnologici di quelle dimensioni, in grado di sostenere i costi (anche se la maggior parte viene sostenuta ancora una volta da noi, dal momento che i contributi statali non sono da sottovalutare), ma quello che ritengo sia l'interesse maggiore, è il CONTROLLO e il POTERE che una centrale nucleare comporta!
Avere energia elettrica da una centrale nucleare comporta per la popolazione una dipendenza da essa, mentre produrre energia elettrica da impianti fotovoltaici, o geotermici,  etc. garantisce al singolo individuo la quasi totale indipendenza da qualcun altro ed è palese in ogni azione dei governanti, l'intento di mantenere il controllo sulla popolazione!

Riporto un articolo interessante. (Fonte: http://www.rinnovabili.it/)

7 giugno 08

Dubbi atomici

di Mario Tozzi


A qualche ora dalla grande paura per il guasto alla vicinissima centrale di Krsko (Lubiana)

Non è tanto il problema di possibili incidenti, che sono in questo caso più gravi che in qualsiasi altro impianto, a far diffidare del nucleare, né la sua contiguità oggettiva con gli usi militari. Piuttosto è il fatto che per costruire una centrale nucleare sono necessari troppi soldi e ce ne vogliono il doppio per dimetterla. E che sono indispensabili anni per costruirla e anni anche per smontarla. Piuttosto è il fatto che come si fa a costruire una nuova centrale quando non si sa dove mettere le scorie delle vecchie? Ma, si dice, perché si sta così attenti a non costruire centrali sul suolo patrio quando siamo circondati da centrali francesi, da cui compriamo pure energia? Con questa logica potremmo continuare a ospitare le produzioni velenose di Seveso e di Porto Marghera, tanto in Slovenia si fanno ancora. Il nucleare è trascurato dal mercato e presenta problemi ambientali tali da lasciare a questa fonte solo il 6,5% del fabbisogno di energia primaria al mondo. Non si tratta di un caso.
Non bisogna disconoscere a priori i vantaggi del nucleare, cioè che non produce gas serra, inquina poco o per nulla, produce relativamente poche scorie, ce ne sono scorte sufficienti, permette ricadute scientifiche e tecnologiche di rilievo e riduce la dipendenza estera per quello che riguarda l’energia.
Gli svantaggi sono però altrettanto chiari: le scorie e i rifiuti sono sì ridotti, ma sono molto pericolosi e non perdono il loro potenziale devastante per migliaia di anni. Sono pochissimi i luoghi sulla Terra completamente sicuri per tempi così lunghi e, pure se vengono individuati, ci vogliono barriere ingegneristiche, controlli di sicurezza particolari e trattamenti inertizzanti costosi e lunghissimi. Alle scorie di combustibile, le barre di uranio, vanno aggiunti i rifiuti radioattivi che derivano dalla dismissione delle centrali che hanno terminato la loro vita o che risultano obsolete: in pratica le centrali stesse diventate ormai materiale contaminato.
Le centrali nucleari costano molto e ci vogliono tempi lunghi per costruirle (5-10 anni); hanno poi vita breve: poche arrivano ai 30-40 anni teorici e ci si attesta sui 25 anni di media. Per finire, i costi di smantellamento sono molto elevati. Per via del costo capitale, delle assicurazioni contro gli incidenti, dello smantellamento finale, dello stoccaggio e smaltimento scorie il mercato finora non ha premiato il nucleare che copre solo il 6,5% del consumo di energia primaria mondiale. Se è così vantaggioso, perché non si è diffuso maggiormente ? Solo poche persone manipolano il nucleare e ciò ingenera diffidenza nella popolazione. Non c’è consenso sociale sul nucleare: sono decine i comuni denuclearizzati in Italia e sarebbe arduo piazzare oggi una centrale in qualche provincia o comune, anche se volessimo dimenticare che nel 1987 c’è stato un referendum che ha bocciato sonoramente l’ipotesi nucleare. C’è infine un possibile uso militare che sfrutta le conoscenze acquisite nelle centrali e il plutonio prodotto dai reattori autofertilizzanti: dovunque nucleare significa ancora guerra.
Complessivamente il nucleare è bocciato non solo dalla diffidenza delle popolazioni, ma anche dai problemi che ha dovunque e soprattutto dal mercato: le grandi centrali di un tempo possono essere costruite solo in presenza di forti interventi statali che abbattano i costi elevati, interventi sempre meno possibili in regimi concorrenziali: sostanzialmente il nucleare non conviene e impedisce di sperimentare nuove fonti più sicure.
Al mondo poi non esistono ancora depositi di III categoria sotterranei definitivi: come a dire che non è ancora stata trovata una soluzione sicura per le scorie radioattive al mondo, neanche negli Stati Uniti, che hanno attualmente 103 centrali in funzione (su 123 originarie) per un totale di 30.000 tonnellate di barre di combustibile e 380.000 m3 di altri rifiuti di III categoria. Ma, a maggior ragione, come ci si comporta in un paese come il nostro in cui il 50% del territorio è a rischio idrogeologico e quasi altrettanto sottoposto a quelli sismico e vulcanico ? Inoltre c’è il problema più grave, più lungo da risolvere e più costoso, quello della dismissione stessa delle centrali, cioè del decommissioning, la decontaminazione, che può richiedere decenni e costa cifre iperboliche: negli Stati Uniti la centrale di Maine Yankee sarà decontaminata alla cifra di 635 milioni di dollari, quando ce ne sono voluti 230 per costruirla.
Infine, il contributo del nucleare alla lotta contro l’effetto-serra è comunque marginale, vista la scarsa diffusione di questo tipo di energia al mondo. I guadagni sulle emissioni di anidride carbonica ottenuti con il risparmio energetico sono sempre superiori a quelli legati alla produzione di elettricità per via nucleare. E ciò vale ancora di più per quei Paesi che ne hanno poco, perché dovrebbero realizzare investimenti molto più ingenti nel nucleare, piuttosto che nell’efficienza energetica, per ottenere risultati comparabili in termini di riduzioni di gas-serra.





permalink | inviato da a.pigato@energethics.it il 13/6/2008 alle 10:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 giugno 2008

Ogni cambiamento parte dal basso

 1 minuto di pausa : fermiamoci a riflettere

Nel 2000 1 $ = 1.2 euro e 1 barile di petrolio = 60$
e quindi 1 barile = 72 euro

Oggi
1 $ = 0.62 euro e 1 barile circa 115$

e quindi1 barile = 71,3 euro (Ops !)

La domanda è:
Se in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000 perchè la benzina è aumentata così enormemente?

La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo stato che incassa le tasse, ne per l'Enel che aumenta le bollete, ..... ecc ....

Mi sembra una bella presa in giro ...

Però la situazione non è cosi terribile pensate a quando il dollaro si riprenderà! Non abbiamo finito di pagare .....

Per cortesia, questo messaggio deve essere letto dal piu' grande numero di persone possibile:

...e chissà che magari un pò alla volta non riusciamo a vedere oltre quello che ci vogliono far vedere!

Siamo l'80% della popolazione che si fa comandare dal 20% .... vi sembra possibile?

abbiamo tutte le tecnologie, tutte le informazioni e tutte le capacità necessarie per ritornare ad essere indipendenti riguardo:

- ai trasporti, passando dalla dipendenza al petrolio alle energie rinnovabili (auto elettriche, impianti solari fotovoltaici, termici, risparmio energetico....)

- all'aria che respiriamo, e alla terra che calpestiamo, impariamo a vivere senza "sporcare" per evitare di finire come a Napoli e a breve, a Palermo .... per non morire di tumore causato da chi sversa prodotti tossici appena fuori dal nostro giardino. E' finito il tempo di ... "ognuno cura il suo orticello" ....

- al cibo passando dall'OGM, al cibo geneticamente modificato, coloranti, conservanti, e iniziando a comprare nelle cascine che praticano l'agricoltura biologica, la permeacultura, l'agricoltura dinamica

- alla cura del corpo, passando dalla dipendenza ai farmaci ad una attenta lettura dei messaggi che il corpo ci da, chiedendoci magari di modificare la nostra alimentazione o i ritmi di vita, etc.

- al rispetto del Prossimo e della Terra che ci ospita e in primis al rispetto di noi stessi come Esseri Umani

….

Riprendiamoci la Responsabilità della nostra Vita, invece di continuare a delegarla ad altri.

Profondamente convinta che il Caso non esiste e che l’Universo è Perfetto in ogni sua forma, vi auguro tanta luce nel Cuore.




permalink | inviato da a.pigato@energethics.it il 6/6/2008 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 maggio 2008

Fotovoltaico - pag. 20




permalink | inviato da a.pigato@energethics.it il 7/5/2008 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 maggio 2008

Il Sole - pag. 19




permalink | inviato da a.pigato@energethics.it il 7/5/2008 alle 13:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 maggio 2008

Fonti dell'energia elettrica - pag. 18




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7 maggio 2008

Fonti dell'energia elettrica - pag. 17




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7 maggio 2008

Fonti dell'energia elettrica - pag. 16




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7 maggio 2008

Fonti dell'energia elettrica - pag. 15




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7 maggio 2008

Fonti dell'energia elettrica - pag. 14




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7 maggio 2008

Fonti dell'energia elettrica - pag. 13




permalink | inviato da a.pigato@energethics.it il 7/5/2008 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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